Il Graduate Program è il primo step del percorso di crescita firmato VetPartners. Un programma pensato per supportare i giovani veterinari neoabilitati, permettendo loro di crescere in maniera graduale e affiancata all’interno delle strutture veterinarie della nostra famiglia.
Un percorso durante il quale i Graduates possono sviluppare una sempre maggiore competenza nelle principali branche della medicina veterinaria aumentando gradualmente la loro sicurezza come professionisti. Ma cosa succede quando questo percorso volge al termine?
Ce lo raccontano Alessia Ivaldi e Sara Pansecchi, partecipanti dell’Internship Rotazionale del VetPartners Graduate Program e oggi parte del team dell’Ospedale Veterinario San Francesco di Milano, dove stanno svolgendo un percorso come veterinari junior nei reparti di Medicina Interna (Sara) e Diagnostica per Immagini (Alessia).
Ripensando al vostro percorso, qual è stata l’esperienza che vi ha dato particolare soddisfazione?
È difficile individuare una singola esperienza, perché le soddisfazioni più grandi sono state quelle che ci siamo portate a casa giorno dopo giorno. Ogni giornata ci ha dato l’opportunità di imparare, confrontarci con casi diversi e metterci alla prova, riuscendo progressivamente ad affrontare le situazioni con maggiore sicurezza.
Crediamo che, alla fine, la soddisfazione più grande sia stata proprio quella di guardarci indietro e vedere quanta strada abbiamo fatto, sia dal punto di vista professionale che personale. È l’insieme di tutte queste esperienze quotidiane, più che un singolo momento, ad aver reso questo percorso così gratificante e significativo.
Qual è stata, invece, una situazione che vi ha messo in difficoltà e come l’avete superata?
Fa parte del percorso incontrare delle difficoltà. La differenza nell’affrontarle sta nel poter contare sulle giuste persone. Essere compagne di internship è stata una fortuna, ci conosciamo dall’università e questo percorso ci ha legato sul piano lavorativo e nella vita.
Oggi contiamo una sull’altra ed è una fortuna poter condividere i dubbi, la fatica e i successi.
Quali aspetti del percorso di Internship Rotazionale avete trovato particolarmente utili o formativi per la vostra crescita professionale?
Il percorso di Internship Rotazionale rappresenta un’opportunità unica e preziosa di crescita, sia professionale sia personale. È un’esperienza che, potendo tornare indietro, sceglieremmo di ripetere senza esitazione.
Nel corso dell’Internship abbiamo avuto la possibilità di sviluppare progressivamente autonomia, sicurezza nella gestione dei casi e, soprattutto, un approccio sempre più critico e consapevole alla pratica clinica. Ogni rotazione ha rappresentato un’occasione per confrontarci con colleghi professionisti, casistiche e modalità di lavoro differenti.
Uno degli aspetti che consideriamo più preziosi è proprio la rete di relazioni che si crea all’interno dell’ospedale. Con i colleghi si condividono pareri sui casi, le soddisfazioni e le difficoltà, i momenti belli e quelli più complessi, costruendo una rete di supporto che consideriamo uno degli aspetti più belli dell’Internship.
Il percorso offre inoltre importanti opportunità per il futuro, permettendoci di orientarci con maggiore consapevolezza verso i nostri interessi e di costruire progressivamente il nostro percorso professionale. Oggi facciamo parte del team di Medicina Generale presso l’Ospedale Veterinario San Francesco di Milano e siamo junior nel reparto specialistico di Medicina Interna e Diagnostica per Immagini. È un nuovo capitolo del nostro percorso, nato anche grazie alle competenze acquisite e alle relazioni costruite durante l’internship.
Che consiglio dareste a chi sta valutando ed è indeciso se intraprendere un percorso di Internship Rotazionale?
Consiglieremmo sicuramente di intraprendere questo percorso a chi ha voglia di mettersi in gioco e di continuare a imparare. È un percorso impegnativo, che richiede disponibilità, costanza e anche la capacità di mettersi in discussione, ma allo stesso tempo offre tantissime occasioni di crescita. È un anno in cui si ha la possibilità di vedere moltissime realtà, confrontarsi con professionisti diversi e acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità e dei propri interessi. Forse la cosa più importante è non aspettarsi di sapere già tutto: l’internship serve proprio a imparare, a fare esperienza e anche a capire in quale direzione si vuole proseguire.
Per questo, a chi è indeciso, consigliamo di non lasciarsi spaventare dalle difficoltà iniziali: bisogna avere la consapevolezza che non si parte già preparati su tutto, ma che è proprio attraverso questo percorso che si costruiscono le competenze e la sicurezza necessarie per affrontare il lavoro con maggiore autonomia.
Grazie Alessia e Sara per aver condiviso la vostra storia con noi!
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